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Lo Zodiaco è la fascia o zona celeste di 18° di larghezza divisa in due parti dall'Eclittica, in cui, per prospettiva, il Sole e tutti gli altri astri del nostro sistema solare, operano la loro evoluzione. In questa zona circola, da milioni di anni, l'essenza del nostro sistema solare per condizionare, secondo le leggi arcane o Divine, tutte le variabili della vita.
Lo Zodiaco si divide in 12 settori uguali di 30° ciascuno che formano una circonferenza di 360°. Ogni settore porta il nome di Segno e da ognuno di essi scaturisce un fluido in grado di influire sulla vita dell'uomo.

I dodici segni prendono il nome dalle Costellazioni osservate circa 2000 anni fà..
Al giorno di oggi le costellazioni sono cambiate per il movimento denominato "precessione degli equinozi" ma gli Zodiaci e la loro influenza sono rimasti invariati. In opposizione allo Zodiaco siderale, nato a Babilonia, lo Zodiaco tropico venne calcolato e sviluppato dai Greci. Precisamente fu l'astronomo greco Ipparco (secondo secolo a.C.) a fornire la prima definizione dello Zodiaco tropico. Egli sviluppo' il suo Zodiaco, proprio come i Babilonesi avevano fatto con quello siderale, in analogia ad un calendario preesistente.
Il calendario utilizzato da Ipparco come modello per definire lo Zodiaco tropico risaliva aIl'astronomo greco Eudemone di Atene (5° sec. a.C.), e consisteva di 12 mesi solari, determinati in relazione alle 4 stagioni, agli equinozi e ai solstizi. Nel calendario di Eudemone i mesi avevano le denominazioni corrispondenti a quelle usate a Babilonia per i segni zodiacali. Cosi' il mese solare successivo all'equinozio di primavera venne da Eudemone attribuito all'Ariete, e quello estivo, che segue al solstizio estivo, al Cancro, mentre il mese che seguiva l'equinozio d'autunno era il mese della Bilancia e quello che iniziava col solstizio d'inverno era attribuito al Capricorno. Gli altri mesi vennero calcolati suddividendo i giorni in gruppi di 30 o 31 per ogni mese (v. fig. 2). Il calendario delle stagioni di Eudemone comprendeva 12 mesi indicati come Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, ecc. in maniera tale che i primi tre mesi, tra l'equinozio di primavera, coincidevano con la primavera, mentre i tre successivi, dal solstizio d'estate all'equinozio d'autunno, con l'estate, ed il terzo gruppo, dall'equinozio d'autunno al solstizio d'inverno, all'autunno, mentre gli ultimi tre mesi tra il sosltizio d'inverno e l'equinozi'o di primavera corrispondevano all'inverno.
Il calendario delle stagioni di Eudemone serviva all'astronomia greca come base per la suddivisione dell'eclittica che noi conosciamo con il nome di zodiaco tropico. Il percorso (apparente) del sole sullo sfondo delle stelle fisse si chiama eclittica in quanto su di esso sono situati i punti in cui si puo' verificare un'eclissi. Eclissi di sole si verificano solo lungo l'ecli'ttica, quelle di luna soltanto se la luna si trova lungo l'eclittica o nelle vicinanze di questa. Una differenza fondamentale del punto di osservazione tra l'astronomia babilonese e quella greca consiste nel fatto che lo zodiaco tropico e' una suddivisione dell'eclittica, mentre quello siderale una suddivisione dello zodiaco. I babilonesi infatti osservavano la fascia zodiacale, lungo la quale si muovono il sole, la luna e i pianeti. Invece i greci osservavano soprattutto il cammino del sole, che segue la linea mediana della fascia zodi'acale, indicata come eclittica.
L'eclittica venne dunque usata da Ipparco come cornice per la suddivisione dello zodiaco. Riferendosi all'eclittica egli defini' lo zodiaco tropico basandosi sul calendario delle stagioni di Eudemone, e quindi trasformo' una misurazione del tempo in una struttura spaziale. Ad esempio il calendario di Eudemone inizia con l'equinozio di primavera. Ipparco prese la posizione del sole lungo l'eclittica nel momento dell'equinozio di primavera e stabili' un punto fisso sull'eclittica (noto come «punto vernale»)Partendo da questo punto lo zodiaco tropico si definisce suddividendo il cerchio dell'eclittica in 12 segmenti di uguale estensione, 30° il primo dei quali e' chiamato segno dell'Ariete, il secondo del Toro, ecc. Si tratta di una suddivisione che corrisponde esattamente al calendario di Eudemone, ma nella quale i settori non hanno piu' riferimento al tempo, cioe' non sono messi in relazione ai 12 mesi, ma diventano sezioni di spazio, cioe' segmenti di 30° ciascuno. I giorni scelti come «giorni di riferimento» nel calendario di Eudemone, e cioe' l'equinozio di primavera, il solstizio d'estate, l'equinozio d'autunno, il solstizio d'inverno, diventano nello zodiaco tropico dei «punti» di riferimento, e cioe' il punto d'inizio della primavera, dell'estate, dell'autunno e dell'inverno, situati sull'eclittica a 90° di distanza l'uno dall'altro.
Se si confrontano le definizioni di zodiaco siderale e zodiaco tropico, si potra' notare che si ricollegano a due diverse «realta'». Lo zodiaco siderale suddivide il cosmo che ci circonda, come si presenta nelle configurazioni delle stelle che formano la fascia zodiacale - in 12 settori, o segni, uguali. Questa divisione si fonda quindi su strutture visibili dall'esterno, dove l'asse tra Aldebaran e Antares divide il cosmo in due meta'.
Lo zodiaco tropico, anche se Ipparco ne ha definito i caratteri spaziali, e' invece propriamente una protezione di una realta' temporale nello spazio, cioe' del circolo delle stagioni descritto da Eudemone nel suo calendario. La realta' su cui si basa lo zodiaco tropico e' il fenomeno del succedersi delle stagioni. Lo zodiaco tropico e quello siderale, sebbene si suddividano entrambi in 12 settori di 30° ciascuno, differiscono in quanto fanno riferimento uno ad una realta' temporale e l'altro ad una realta' spaziale.